Attrazione, infatuazione e amore.
Caro enrique,
Prima di tutto, bella questa cosa che mi consideri un po’ come il saggio della montagna a cui chiedere consigli! Precisando che io, in fondo, non sono questo grande esperto, ma semplicemente uno che, presa coscienza del proprio modo di essere, ha deciso di affidarsi alle sensazioni e lasciarsi andare così, come la va la viene, proverò a dare una risposta alla tua domanda.
Credo che quanto ti succede, sia una cosa più che normale. Come dire; noi altre ci siamo passate tutte! Il fatto è che tu stai cominciando ad affacciarti seriamente a questo mondo solo da poco tempo. Tutto ciò che hai represso negli anni passati, adesso torna a ripresentarsi con tutto l’impeto e, spesso, la violenza che si può immaginare. E questo ti porta a credere di essere innamorato di uno che appena conosci o che hai magari solo intravisto o notato.
Ho scritto “credi di essere innamorato” perchè bisogna ben distinguere tra tre tipologie di sensazione che sono tra loro molto diverse: l’attrazione, l’infatuazione e l’amore. L’attrazione (non c’è certo bisogno di una lezione di psicologia per capirlo) è quella che si sente verso una persona che ci colpisce per un determinato motivo, generalmente, l’avvenenza fisica. Prendiamo come punto di riferimento il tronco di fio del mamamia: verso di lui si prova attrazione. Si prova desiderio sessuale; desiderio di possedere o essere posseduti. Ma, tornati a casa, a volte gli si rivolge il pensiero, ricordando quanto sia bello ma tutto finisce lì. Per capire, invece, che cos’è l’amore, prendiamo come riferimento il mio, (come definirlo? Vediamo…) Ragazzo (si, credo possa andare…); con lui tutto è cominciato all’inizio di quest’anno. L’uscire insieme, il frequentarsi, il telefonarsi, unito ad un forte desiderio carnale, ha fatto scaturire una forte attrazione, che prima si è trasformata in infatuazione e poi in amore, almeno da parte mia. L’amore è la venerazione totale dell’altro; il sacrificio di sè in funzione del bene dell’altro. Si prova amore quando ciò che è necessario a noi stessi è subordinato, nella nostra gerarchia di valori, a ciò che è bene per l’altro. Essere innamorati si traduce in una totale perdita delle coordinate, ad esempio, morali: se lui ti vuole baciare in macchina, davanti a casa tua, con il rischio che tutto il vicinato vi veda, non ci sono storie, tu non sei in grado di opporre resistenza. Amore è fiducia totale nell’altro: ci si affida all’altro in maniera totale perchè si pensa (e si vuole) che questi sia in grado di proteggerti sempre e comunque. I dolori nascono quando l’altro non è innamorato e allora è facile farsi del male. Ma questo discorso rimandiamolo ad un altro post.
Ma passiamo all’argomento centrale del post; ciò che, secondo me, è quello che tu, caro enrique, provi per questi ragazzi che, come dici, nemmeno conosci. L’infatuazione. L’infatuazione è cosa ben diversa dall’amore. Ma generalmente, chi soffre di questa terribile piaga, non sa di essere infatuato ed è convinto di essere innamorato. Questo lo dico per esperienza: all’inizio della mia frequentazione del mondo gay, quando, per dirla in sintesi, siccome hai paura di farti vedere, diventi internet dipendente e cominci a prendere appuntamenti con tutti quelli che conosci nei luoghi e agli orari più insoliti, mi capitava di conoscere certi ragazzi coi quali mi scambiavo dei messaggi. Ecco, dopo due squilli, non dico nemmeno messaggi, senza magari aver nemmeno visto le foto di chi stava dietro a quei numeri, ero convinto di essere innamorato. La mia mente si riempiva di pensieri e di favole: già mi immaginavo scenari favolosi, tipo spiagge, dove il mio tempo passava in dolce compagnia di questi autentici sconosciuti. L’infatuazione è una piaga terribile: per spiegare questa mia affermazione, facciamo riferimento al tipo biondo del mama. Dopo aver passato quelle due (si, lo ammetto) favolose serate in sua compagnia, il mio cervello era già bello che partito ed ho seriamente pensato che avrei potuto mandare a puttane tutto quello che faticosamente avevo costruito con il mio “ragazzo” per lui. Ogni messaggio del biondino mi faceva letteralmente sciogliere, anche se magari diceva solo: <<ciao, come va?. Addirittura, senti che livelli di pazzia si possono raggiungere, il lunedì immediatamente successivo all’ultimo sabato in cui l’ho visto, a letteratura, il mio professore ha spiegato un passo di un autore il cui protagonista portava lo stesso nome del tipo in questione. Io tutte le volte che nel passo trovavo quel nome lo circondavo con un cuoricino e lo coloravo di rosso. Giorni fa ho riaperto quel libro e nel vedere tutti quei cuoricini mi sono vergognato come un cane. Oddio! Se ci ripenso divento rosso tuttora. Per tanto, attento all’infatuazione. E’ difficile da fare ma se avverti che l’oggetto del tuo desiderio non è obbiettivo conquistabile, lascia immediatamente stare. Questo soprattutto per un motivo: l’oggetto dell’infatuazione è generalmente uno che si vede una volta, due, se va bene e poi non si rivede più. Un tipo che ti dice cose bellissime ma che poi si fidanza con quello con cui usciva prima, per far soffrire il quale è venuto con te, e che, dopo aver, diciamo pure, approfittato di te, povero illuso, ti cancella dalla sua vita e ti blocca su msn. Un tipo capace di farti soffrire. Perchè l’infatuazione in sè è sofferenza.
D’altro canto, però, bisogna dire che l’infatuazione è la prima radice dell’amore. Perciò, se gestita in maniera giusta, dall’infatuazione può nascere qualcosa di molto bello. Ad esempio, quello che sta avvenendo in questi giorni con il mio “ragazzo” che spero possa davvero crescere.
Ad ogni modo: vedi un tipo carino in un locale, vi scambiate furtive occhiate e magari arrivate a conoscervi e a scambiarvi i numeri. Se, in uno dei primi messaggi ti dice: <<sai, io sto uscendo con qualcuno o peggio <<sono fidanzato e magari aggiunge la frase che deve immediatamente suonare all’orecchio del ragazzo facilmente preda di infatuazione come un campanello d’allarme, e cioè: <<ma mi piacerebbe davvero conoscerti meglio, la parola d’ordine è una sola: darsela a gambe. Cancellare immediatamente il numero, dimenticare il prima possibile, rifugiarsi negli amici, nell’alcol, nel che ti pare ma darsela a gambe!
E’ concesso dal regolamento per una vita sicura e senza tante seghe mentali ( copyright by ignacio ed enrique, 2008 ) di infatuarsi solo ed esclusivamente di persone reali, fisiche, tangibili e raggiungibili. Questo significa che ci si può infatuare solo di una persona con la quale si hanno assidui e regolari rapporti (di frequentazione intendo, eh) e dalla quale si avverte un certo interesse. Se si verifica una sola delle due condizioni sovraesposte: vietato infatuarsi.
Poi, certo, la natura umana è la natura umana, la carne è carne e al cuor non si comanda. Concedersi, divertirsi, farsi quattro salti con uno sconosciuto o due giri sulla giostra, che dir si voglia, è concesso ma di questo è tassativamente vietato infatuarsi. Bisogna essere ed agire come pietre. La regola è chi non mi vuole non mi merita. Di certo, non stiamo qui a soffrire per le bizze o i capricci dell’oggetto della nostra passione.
Ma se, anche nel caso in cui, con uno che ci interessa veramente, si verificano entrambe le condizioni ma questo, è indeciso, insicuro, impaurito, spaventato, non del tutto certo di quello che vuole, ci frega nel modo più categorico del fatto che certe nostre scelte possano farlo soffrire. L’ultimatum si rende necessario. Senti, pallino, io ti do tempo fino a sabato: entro quella data decidi, o con me o definitivamente senza di me. Se scegli bene, sennò scelgo io in modo categorico ed irrevocabile: vado al mama e mi scopo il primo che me lo da. Insomma, in amor vince chi fugge. Generalmente, l’altro, sentitosi trattare come merda, cede. E crede di scegliere, quando in realtà si è scelto noi per lui. E se lui sceglie senza di noi… Pace, che problema è? Il mondo è pieno di gente. Anche, e sicuramente, meglio di te. Uomini sicuri e decisi.
Spero che il mio post ti sarà utile in futuro. Un bacio, ti voglio immensamente bene tesorino mio… Ah, dimenticavo. La strategia ignacio sofferente perchè frequenta la checca rinnegata va con enrique davanti a lui per farlo decidere va benissimo, eh. Perciò conta pure su di me per accalappiare chiunque ti aggradi!
Ignacio

…Si, si, si! Ma come sei bravo a dare dei consigli che poi non sai seguire nemmeno te… Avresti fatto meglio a non innmorarti; avresti fatto meglio a non entrare in questo circolo vizioso del quale non ti sai liberare; ma, come si dice, mal voluto non è mai troppo… Volevi la felicità ed hai ottenuto solo nuove lacrime e nuovo dolore… Ma del resto, sei troppo debole per decidere di lasciarlo… Anche se sai perfettamente di meritare ben altro. Fava!