Il mio affetto…

Ok, l’immagine giusta c’e’ e la canzone adatta per scrivere e ideare me la sono messa. Come ti ho gia’accennato precedentemente non sempre sono in vena scrittrice quindi devo aspettare i miei tempi mentali e quando mi arriva il giusto impulso che mi dice le opportune cose da scrivere allora ecco le dico, scusa se qualche volta i miei tempi sono stati lunghi my love. Tu dirai ma cosa c’entra un immagine del genere con noi due, beh devi sapere che nonostante non sia mai successo nulla fra di noi, io di te ho un immagine erotica ben precisa con desideri e fantasie annesse, non ti impressionare, questo mi capita con quasi tutte le persone, amici soprattutto (e parenti e familiari ovviamente esclusi) che mettono i loro piedi sulla strada della mia vita. Quindi questi due siamo noi due in un giorno soleggiato di settembre su una magnifica spiaggia desolata situata tra il limitare di un ventoso deserto di dune egiziano e di un bellissimo mare agitato, col sapore del sale in bocca. Questa, per questa volta, e’ la mia figura immaginaria che mi piace regalarti. Mio caro Ignacio, mi piace il modo in cui scrivi, le parole che scegli ma sopra ogni altra cosa mi piace e credo di capire al cento per cento quello che sta dietro le tue parole, i vari significati. Quando leggo qualcosa che viene dal tuo “io” mi perdo spesso e volentieri tra le righe, vago con la mente e viaggio nel tempo rimembrando i bei vecchi tempi della prima superiore oppure, piu’ recentemente, le nostre ultime uscite e chiacchierate, anche quelle fatte al telefono piu’ banali. Ebbene anche tu sei ogni giorno nella mia testa, mi diverte spesso pensare come sarebbe stato se anche tu fossi venuto qui in Inghilterra con me a provare la mia stessa esperienza, a convivere e crescere insieme, ad uscire, stare sempre insieme ma soprattutto spalleggiarsi nei momenti piu’ difficili che purtroppo si presentano con costanza. Ieri sera tu mi hai chiamato, erano le 11,30 qui e mezzanotte e mezza in Italia e tu stavi proprio male, questo lo sentivo, l’ho avvertito dentro e posso scrivere con sincerita’ che nel momento in cui parlando dei nostri problemi mi hai detto che ti veniva da piangere, ho sentito che una repressione sentimentale ti stava per esplodere dentro e mi sono sentito in dovere di aiutarti e consigliarti, da buon amico insomma cercare di alleviare un minimo i tuoi dolori e al contempo mi son sentito lusingato perche’ ieri sera, durante quella tua crisi tu hai cercato me, hai cercato la mia voce, la mia parola e il mio aiuto. Bravo, cosi’ si fa, parlami di quello che ti deprime e io sono qui pronto ad ascoltarti ed aiutarti perche’ mi piace pensare, e di questo ne ho la massima certezza, che quando succedera’ a me tu ci sarai, presente. Ora, come da tua richiesta, ti voglio parlare di me e farti capire cosa invece io sento ogni volta che provo anche solo a pensare all’argomento “fidanzamento ufficiale” o perfino solo avere un ragazzo con cui stare insieme, avere intimita’ e passare del tempo. Dunque, anche per me e’ abbastanza un argomento deludente e deprimente, una sorta di tasto dolente. Io sono una persona che saltuariamente e’ insoddisfatta di se stesso nel senso che sono abbastanza in pace con me stesso (soprattutto negli anni 2007-2008 ) e che infondo non penso di essere tanto mostruoso da non piacere alla gente ma nonostante tutto cio’ (il che non e’ poco, e’ pur sempre un equilibrio interiore) ho sempre la scarsa fiducia che su questo immenso pianeta, ma soprattutto nelle mie due nazioni, ci sia qualcuno/a come desidero io, dolce, interessato/a e bello/a come il sole che mi faccia innamorare per la prima volta e che mi faccia scoppiare di piacere. Non sono sicuro esista. Questo pensiero che poi si concatena con altri sotto-pensieri desolanti mi spiazza decisivamente e mi da una visione grigia del mio futuro di uno ragazzo sempre single e che non ha mai goduto questo lato della vita di cui sto parlando. Non mi verra’ mai a cercare nessuno e questo mi spaventa. Rare so che saranno le mie opportunita’ che sicuramente non sapro’ riconoscere come tali e che quindi mi lasciero’ scappare. Per il resto, volgendo lo sguardo altrove, la mia vita va abbastanza a gonfie vele, apparte gli alti e bassi di questa mia vicenda in terra anglosassone che avra’ termine nel vicino mese di agosto, sono contento e soddisfatto soprattutto per i fattori idioma inglese, indipendenza e soldi. Ma una cosa che mi spaventa c’e': l’universita’. Mio caro Ignacio io confido che qualunque sara’ la mia scelta della facolta’ tu mi possa sostenere moralmente perche’ io mi conosco, quando dalle elementari passai in prima media io non mi sentivo pronto, avevo paura di tutto, in maniera simile e’ accaduto dal passaggio medie-superiori. Sento che al momento di entrare e di alzarsi le maniche io non mi sentiro’ pronto affatto ed ecco che qui io ripongo speranza in te, sviami la mente, incoraggiami e dammi fiducia mio caro migliore amico perche’ come vedi nella tetra barca dell’insicurezza e della depressione per ogni minimo cambiamento ci siamo tutti e due, ma noi ce la faremo…

Con affetto, Enrique.

~ di lamalaeducacion88 su Maggio 31, 2008.

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