Crisi di identità sessuale?!

“Io capisco che tu sia nervoso per l’esame di maturità, ma non c’è bisogno di essere sempre così aggressivo e rispondere sempre così male, qualsiasi cosa ti dica. Devi capire che si dico qualcosa lo faccio per il tuo bene…”

“Ho capito babbo, ma non è per l’esame…”

“Si lo sapevo. Credimi, ti parlo perché io ho 51 anni ed ho un passato alle spalle. Io non sono finocchio, e lo sai, voglio dire, figurati se sono finocchio! Ma anche io da giovane avevo parecchi amici finocchi e mi sono chiesto spesso se non lo fossi anche io…”

“E allora?”

“Voglio dire che le crisi di identità sessuale capitano.”

“Mmmh.”

Questo è uno stralcio di una conversazione appena intercorsa tra me e mio padre. Ormai è chiaro: i miei genitori sono arrivati alla verità. Sono arrivati a fare una sorta di punto della situazione. Una verità sotto molti aspetti ancora molto fumosa, certo, ma una verità ormai conosciuta e non più celabile. Dopo aver detto queste cose – eravamo a tavola – io mi sono alzato e mi sono chiuso in camera. Ed ho sentito mio padre che diceva a mia madre: <<Non c’è verso di affrontare il discorso. Le cose non te le dice. Se lo prendi con le buone non ti parla. Se lo prendi con le cattive, è peggio. Ma come si deve fare? Questo è stato il primo, goffo tentativo di affrontare l’argomento da parte di mio padre. Del resto, era inevitabile arrivare a queste conclusioni. Il mio unico argomento in questo periodo è “tu sai chi”. Ieri sera mia mamma, dopo aver saputo che uscivo, passando a prenderlo a casa, mi ha chiesto: <<Ma c’è anche qualcun altro? O uscite da soli? Via, ragazzi. Ormai ci sono. L’hanno capito. La cosa mi crea un po’ di turbamento ma dall’altro lato sono felice che ci siano arrivati. Spero solo che da oggi in poi non facciano più commenti tutte le volte che un “finocchiaccio” fa la propria comparsa sullo schermo della televisione. Del resto, voglio dire, ci potevano arrivare anche prima, eh. Non credo che tutti i ragazzi della mia età abbiano tutti i trucchi che ho io. Mia mamma – vedendo il fondotinta, la cipria, la matita, il correttore, e l’ombretto di Dior – avrebbe dovuto capire tutto. O forse ha capito ma ha fatto finta di niente. Oppure è davvero tonta. Mah… L’unica cosa è che io sono molto restio ad affrontare l’argomento. Da un lato vorrei afforntarlo e non tornarci mai più sopra ma dall’altro, come loro provano ad addentrarsi in questi meandri, io mi chiudo e svio l’argomento. Tanto una domanda diretta non credo abbiano le palle di farmela. E se me la fanno vero Dio esplodo. Prendo la macchina e vado non so dove. Sono abbastanza in crisi, si, lo riconosco. Da un lato lui: che è sempre una lotteria. Un giorno (sabato sera) è il miglior fidanzato del mondo: bello, dolce, gentile, galante ed innamorato; un altro (venerdì sera) è la peggio merda mai conosciuta. Ogni giorno è un’incognita. Una x inconoscibile, un noumeno kantiano. Dall’altro lato i miei: cioè, non si reggono in questo periodo. Ogni minima cosa mi dicano o facciano mi fa tremendamente incazzare. Per ogni minima osservazione, scatto. E rispondo loro davvero male, me ne rendo conto. Ieri ho visto mio padre visibilmente triste e quasi sul punto di piangere per una delle tante risposte cattive ed acide uscite dal mio inconscio; e mi sono anche sentito in colpa. Uffa, ma che vita di merda, ultimamente, guarda…

Accatastando l’argomento “Nervosismo e nevrosi”, voglio parlare di Settembre: un mese che sembra ancora lontano e molto nebuloso ma che, invece, è vicino. Per tanto, si deve cominciare a fare chiarezza. L’università. Detta così questa parola spaventa: chi, dopo tutto, non è spaventato dal cambiamento, dall’aumento delle proprie responsabilità, dal confronto con gli altri, dal timore di non riuscire a farcela o di avere troppo da fare? E’ vero, non è ancora deciso nulla però sin da ora, come già ti dissi a suo tempo, qualunque sia la tua scelta, sappi che su di me puoi sempre contare. Non solo per un appoggio morale, che è sempre utile ma sul quale è inutile parlare perché si sa che c’è senza nemmeno bisogno di dirlo ulteriormente, ma proprio per una questione di aiuto materiale. Io, per quelle che sono le mie competenze, ti aiuterò. Cercherò di comunicarti quello che so e di aiutarti a riempire quelle lacune che, si, viste dall’alto sembrano cavità carsiche ma che, affrontate di petto, risulteranno molto meno profonde di quel che si pensi. Quindi, come vedi, da questo punto di vista non c’è assolutamente nulla da temere. Se la scelta sarà architettura, devi prepararti per l’ammissione. Ti metti qui con me e quanto è vero Dio, studiando un po’ tutti i giorni, ce la farai. Se poi, nonostante il grande impegno, tu non dovessi farcela, ti segni con me ad ingegneria. Perché? Semplice, perché intanto puoi iniziare a dare quegli esami che sono in comune alle due facoltà e nel frattempo recuperare, nell’anno, le lacune che hai per affrontare nuovamente, il Settembre successivo, il test d’ammissione. Il risultato sarà un Enrique forte di circa 8-10 esami già dati, di una maggiore conoscenza globale, di un rinnovato interesse per la cultura ed il sapere. Però la condicio sine qua non (=condizione senza la quale non è possibile niente) è che da parte tua ci sia seriamente l’interesse per quello che andrai a fare. Altrimenti, tutto sarà inutile. Se tu affronti la cosa con un forte interesse e cercando davvero di interpretare lo studio come una cosa per te stesso, per la tua vita e per la tua carriera professionale, andrà tutto bene. Altrimenti, se si affronta la cosa con superficialità e cercando di aggirare gli ostacoli, affidandosi a furbescherie, saranno tempo e soldi completamente gettati al vento. Ma io ho fiducia in te e so che non mi deluderai. Come hai detto tu stesso, noi ce la faremo.

Detto questo, mi devo poi sinceramente complimentare con te: a parte qualche piccolo errore grammaticale che continua a persistere nei tuoi articoli (lascierò) e qualche frase che non finisce, come dovrebbe, con il punto, ma che prosegue con altre coordinate (e… e… e…), devo dire che il tuo stile di scrittura è decisamente migliorato. Adesso riesci a rendere con frasi corrette e sintetiche (il che è una cosa buona) il flusso dei tuoi pensieri. Riesci, in sostanza, a comunicare esattamente quello che vuoi dire con una frase incisiva e non troppo pedante. Se prendi il primissimo articolo del tuo blog personale e lo confronti con questo che hai appena scritto per “La mala educacion” sono sicuro che ti renderai conto dei tuoi progressi in merito. E’ vero, c’è ancora molto da lavorare, ma ritengo che siano progressi enormi. Siccome so che a questa cosa ci tieni, io, a costo di sembrare pignolo, soprattutto quando ti correggo, ho voluto dirtelo, perché so che comunque ti farà piacere.

Ah, non so se l’avevi letto ma avevo pubblicato un articolo che poi ho modificato perché rileggendolo mi è sembrato davvero troppo freddo. Troppo schematico. Mamma mia, sembrava scritto da tu sai chi… E quindi ho scritto questo, spero un po’ meno freddo.

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In effetti, rileggendo l’articolo, non è che il mio tentativo di riscaldamento sia molto riuscito… Ad ogni modo tu sai bene che in questi giorni sono un po’ nevrotico e questi sono i risultati. Però devo dire che l’applicazione dei tuoi consigli funziona! Le cose forse riusciranno a raggiungere un equilibrio. E forse anche i miei poveri nervi riusciranno a rimettersi in sesto… Ci siamo sentiti per telefono da poco ed è stato come sempre un vero piacere. Ho avuto modo di raccontarti tutto per bene e sono davvero felice. Enrique, credimi. Se io non avessi te potrei anche tagliarmi le vene. Con i tuoi consigli e la tua straordinaria disponibiltà ogni giorno mi sorprendi ed ogni giorno fai aumentare il mio bene per te. Ma dove andrei se non avessi la tua fortissima spalla su cui piangere? Amore mio, grazie davvero di esserci sempre. Essere stato al telefono con te venerdì scorso mi ha risollevato più di quanto si possa immaginare. Davvero, mi hai dato ridato la forza per proseguire ed affontare le situazioni e mi hai restituito le coordinate che pensavo di avere smarrito. Tu significhi tutto questo per me. Capito perchè devi tornare? Capito perchè oltre che spiritualmente devi essere fisicamente vicino a me? Spero solo di essere in grado – semmai un giorno ne avrai bisogno – di poter esserti d’aiuto come tu lo sei per me. Sempre e comunque.  

Intanto ti mando un forte bacio. Ti voglio benissimo e spero di leggere prima possibile un tuo nuovo articolo. Ti adoro, tesorino mio.

Ignacio.

~ di lamalaeducacion88 su Giugno 2, 2008.

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