Grandi distanze.

•Maggio 22, 2008 • Lascia un Commento

Eccolo qua’, lo sapevo che se ti chiedevo una cosa naturalmente avresti scritto un poema come risposta e questo devo dire che mi ha fatto molto piacere in quanto si vede che sei una persona seria e che hai preso, appunto, sul serio la mia domanda con le problematiche e le paranoie annesse. Il mio Ignacio non mi delude mai. Dunque si diciamo che allora sono una persona che si infatua e che lo fa anche di molto spesso, specialmente per i biondini con la frangia e tu ne sai qualcosa in merito, non a caso ti allego due foto di due “sconosciuti” qui sotto.

                                                                           

 Il tempo scorre veloce e se ci pensi anche solo un secondo e’ gia’ passato un mese da quando ho preso l’aereo e sono venuto in Italia, e’ gia’ passato un mese da quando siamo andati al Mama Mia la prima sera. Sinceramente a me sembra sia successo solamente l’altro ieri e alla fine e’ rinquorante perche’ almeno, in un battibaleno, piu’ veloce di quanto tu ti possa aspettare, tu avrai gia’ finito i tuoi esami, sara’ luglio inoltrato e poi potrai venire un periodo a casa mia quassu’ e poi inoltre, se il tempo passa cosi’ veloce, in due schiocchi di dita sara’ gia’ la meta’ di agosto e io saro’ gia’ tornato definitivamente a vivere in Italia e da allora sempre insieme e nessuna grande distanza sara’ messa li’ apposta per dividerci mio caro e grande amico.

Attrazione, infatuazione e amore.

•Maggio 17, 2008 • 1 Commento
Caro enrique,
Prima di tutto, bella questa cosa che mi consideri un po’ come il saggio della montagna a cui chiedere consigli! Precisando che io, in fondo, non sono questo grande esperto, ma semplicemente uno che, presa coscienza del proprio modo di essere, ha deciso di affidarsi alle sensazioni e lasciarsi andare così, come la va la viene, proverò a dare una risposta alla tua domanda.
Credo che quanto ti succede, sia una cosa più che normale. Come dire; noi altre ci siamo passate tutte! Il fatto è che tu stai cominciando ad affacciarti seriamente a questo mondo solo da poco tempo. Tutto ciò che hai represso negli anni passati, adesso torna a ripresentarsi con tutto l’impeto e, spesso, la violenza che si può immaginare. E questo ti porta a credere di essere innamorato di uno che appena conosci o che hai magari solo intravisto o notato.
Ho scritto “credi di essere innamorato” perchè bisogna ben distinguere tra tre tipologie di sensazione che sono tra loro molto diverse: l’attrazione, l’infatuazione e l’amore. L’attrazione (non c’è certo bisogno di una lezione di psicologia per capirlo) è quella che si sente verso una persona che ci colpisce per un determinato motivo, generalmente, l’avvenenza fisica. Prendiamo come punto di riferimento il tronco di fio del mamamia: verso di lui si prova attrazione. Si prova desiderio sessuale; desiderio di possedere o essere posseduti. Ma, tornati a casa, a volte gli si rivolge il pensiero, ricordando quanto sia bello ma tutto finisce lì. Per capire, invece, che cos’è l’amore, prendiamo come riferimento il mio, (come definirlo? Vediamo…) Ragazzo (si, credo possa andare…); con lui tutto è cominciato all’inizio di quest’anno. L’uscire insieme, il frequentarsi, il telefonarsi, unito ad un forte desiderio carnale, ha fatto scaturire una forte attrazione, che prima si è trasformata in infatuazione e poi in amore, almeno da parte mia. L’amore è la venerazione totale dell’altro; il sacrificio di sè in funzione del bene dell’altro. Si prova amore quando ciò che è necessario a noi stessi è subordinato, nella nostra gerarchia di valori, a ciò che è bene per l’altro. Essere innamorati si traduce in una totale perdita delle coordinate, ad esempio, morali: se lui ti vuole baciare in macchina, davanti a casa tua, con il rischio che tutto il vicinato vi veda, non ci sono storie, tu non sei in grado di opporre resistenza. Amore è fiducia totale nell’altro: ci si affida all’altro in maniera totale perchè si pensa (e si vuole) che questi sia in grado di proteggerti sempre e comunque. I dolori nascono quando l’altro non è innamorato e allora è facile farsi del male. Ma questo discorso rimandiamolo ad un altro post. 
Ma passiamo all’argomento centrale del post; ciò che, secondo me, è quello che tu, caro enrique, provi per questi ragazzi che, come dici, nemmeno conosci. L’infatuazione. L’infatuazione è cosa ben diversa dall’amore. Ma generalmente, chi soffre di questa terribile piaga, non sa di essere infatuato ed è convinto di essere innamorato. Questo lo dico per esperienza: all’inizio della mia frequentazione del mondo gay, quando, per dirla in sintesi, siccome hai paura di farti vedere, diventi internet dipendente e cominci a prendere appuntamenti con tutti quelli che conosci nei luoghi e agli orari più insoliti, mi capitava di conoscere certi ragazzi coi quali mi scambiavo dei messaggi. Ecco, dopo due squilli, non dico nemmeno messaggi, senza magari aver nemmeno visto le foto di chi stava dietro a quei numeri, ero convinto di essere innamorato. La mia mente si riempiva di pensieri e di favole: già mi immaginavo scenari favolosi, tipo spiagge, dove il mio tempo passava in dolce compagnia di questi autentici sconosciuti. L’infatuazione è una piaga terribile: per spiegare questa mia affermazione, facciamo riferimento al tipo biondo del mama. Dopo aver passato quelle due (si, lo ammetto) favolose serate in sua compagnia, il mio cervello era già bello che partito ed ho seriamente pensato che avrei potuto mandare a puttane tutto quello che faticosamente avevo costruito con il mio “ragazzo” per lui. Ogni messaggio del biondino mi faceva letteralmente sciogliere, anche se magari diceva solo: <<ciao, come va?. Addirittura, senti che livelli di pazzia si possono raggiungere, il lunedì immediatamente successivo all’ultimo sabato in cui l’ho visto, a letteratura, il mio professore ha spiegato un passo di un autore il cui protagonista portava lo stesso nome del tipo in questione. Io tutte le volte che nel passo trovavo quel nome lo circondavo con un cuoricino e lo coloravo di rosso. Giorni fa ho riaperto quel libro e nel vedere tutti quei cuoricini mi sono vergognato come un cane. Oddio! Se ci ripenso divento rosso tuttora. Per tanto, attento all’infatuazione. E’ difficile da fare ma se avverti che l’oggetto del tuo desiderio non è obbiettivo conquistabile, lascia immediatamente stare. Questo soprattutto per un motivo: l’oggetto dell’infatuazione è generalmente uno che si vede una volta, due, se va bene e poi non si rivede più. Un tipo che ti dice cose bellissime ma che poi si fidanza con quello con cui usciva prima, per far soffrire il quale è venuto con te, e che, dopo aver, diciamo pure, approfittato di te, povero illuso, ti cancella dalla sua vita e ti blocca su msn. Un tipo capace di farti soffrire. Perchè l’infatuazione in sè è sofferenza.
D’altro canto, però, bisogna dire che l’infatuazione è la prima radice dell’amore. Perciò, se gestita in maniera giusta, dall’infatuazione può nascere qualcosa di molto bello. Ad esempio, quello che sta avvenendo in questi giorni con il mio “ragazzo” che spero possa davvero crescere.
Ad ogni modo: vedi un tipo carino in un locale, vi scambiate furtive occhiate e magari arrivate a conoscervi e a scambiarvi i numeri. Se, in uno dei primi messaggi ti dice: <<sai, io sto uscendo con qualcuno o peggio <<sono fidanzato e magari aggiunge la frase che deve immediatamente suonare all’orecchio del ragazzo facilmente preda di infatuazione come un campanello d’allarme, e cioè: <<ma mi piacerebbe davvero conoscerti meglio, la parola d’ordine è una sola: darsela a gambe. Cancellare immediatamente il numero, dimenticare il prima possibile, rifugiarsi negli amici, nell’alcol, nel che ti pare ma darsela a gambe!
E’ concesso dal regolamento per una vita sicura e senza tante seghe mentali ( copyright by ignacio ed enrique, 2008 ) di infatuarsi solo ed esclusivamente di persone reali, fisiche, tangibili e raggiungibili. Questo significa che ci si può infatuare solo di una persona con la quale si hanno assidui e regolari rapporti (di frequentazione intendo, eh) e dalla quale si avverte un certo interesse. Se si verifica una sola delle due condizioni sovraesposte: vietato infatuarsi.
Poi, certo, la natura umana è la natura umana, la carne è carne e al cuor non si comanda. Concedersi, divertirsi, farsi quattro salti con uno sconosciuto o due giri sulla giostra, che dir si voglia, è concesso ma di questo è tassativamente vietato infatuarsi. Bisogna essere ed agire come pietre. La regola è chi non mi vuole non mi merita. Di certo, non stiamo qui a soffrire per le bizze o i capricci dell’oggetto della nostra passione.
Ma se, anche nel caso in cui, con uno che ci interessa veramente, si verificano entrambe le condizioni ma questo, è indeciso, insicuro, impaurito, spaventato, non del tutto certo di quello che vuole, ci frega nel modo più categorico del fatto che certe nostre scelte possano farlo soffrire. L’ultimatum si rende necessario. Senti, pallino, io ti do tempo fino a sabato: entro quella data decidi, o con me o definitivamente senza di me. Se scegli bene, sennò scelgo io in modo categorico ed irrevocabile: vado al mama e mi scopo il primo che me lo da. Insomma, in amor vince chi fugge. Generalmente, l’altro, sentitosi trattare come merda, cede. E crede di scegliere, quando in realtà si è scelto noi per lui. E se lui sceglie senza di noi… Pace, che problema è? Il mondo è pieno di gente. Anche, e sicuramente, meglio di te. Uomini sicuri e decisi.
Spero che il mio post ti sarà utile in futuro. Un bacio, ti voglio immensamente bene tesorino mio… Ah, dimenticavo. La strategia ignacio sofferente perchè frequenta la checca rinnegata va con enrique davanti a lui per farlo decidere va benissimo, eh. Perciò conta pure su di me per accalappiare chiunque ti aggradi!

Ignacio

Ma ora siamo lontani…

•Maggio 17, 2008 • Lascia un Commento

In preda alla nostalgia di una di quelle giornate grigie e piovose tipiche inglesi dove mi sento solo come un cane e vorrei avere il mio Ignacio qui accanto a me o viceversa, io essere nella nostra calda Italia, cosa meglio di abbandonarsi una decina di minuti nel mondo del nostro blog e dimenticare, scrivere e ricordare quelli che sono stati momenti indimenticabili e intensi come solo noi due sappiamo passare? Dunque il Mama Mia, le serate sono state due dove le risate, la danza del ventre e l’argomento “maschio” in generale non sono certo mancati. Qui di seguito raccontero’ della prima serata. Il 24 Aprile prendo l’aereo e letteralmente corro da te mio Ignacio, arrivo all’una a casa e subito alle 6 ci incontriamo a casa tua, pensa non ho nemmeno salutato babbo, sei venuto prima te lol. Ci trucchiamo, ci infichettiamo, ci tiriamo da tutti i lati, capelli, viso e vestiti per un risultato finale che e’ stato fiammante: due tronchi di fio come di pochi se ne vede a giro. Alle 9, dopo cena, inforcata la Clio ci incontriamo con tutte le tue amiche checche a Pistoia e Montecatini, gia’ da qui e da alcuni particolari partono le risate e la serata si preannuncia esilarante. Si parte alla volta di Torre Del Lago e circa dopo un’oretta di autostrada dove abbiamo avuto paura di fondere il motore e di rimanere a piedi nella piazzola del benzinaio alla fine siamo arrivati. Dobbiamo ammettere che a prima vista il locale e’ stato deludente sotto tutti gli aspetti, cosi all’aperto, buttato li in mezzo alla strada e in mezzo a quella foresta che c’e’ dietro, per poi non parlare della gente over 45 che circolava e della prevalenza lesbo che sovrastava noi povere checchine! Ma era solo presto e la serata sarebbe cominciata solo piu’ tardi e poi ci sarebbe stata anche l’ospite d’onore della serata ovvero l’Ivana Spagna che povera donna inplasticata poteva anche starsene a casa a prendere un bel camomillone quella sera. Prendiamo da bere e indicando col dito e facendo smorfie ben visibili facciamo un tour per vedere la gente e i bei figlioli e la nostra attenzione viene subito attirata dal barista gnocco che ormai, per noi, e’ il famoso “tronco di fio del Mama”. La notte comincia e cominciamo a ballare ed ovviamente nel modo piu’ arrizzacazzi possibile. Enrique & Ignacio fanno la conoscienza di vari ragazzi tra i quali lo sfigato del:”Ma chi ti piace di piu’ di noi due?”-”Bah, e’ un misterooo!” OK, povero idiota! A meta’ serata ci aggreghiamo o loro si aggregano a noi che differenza fa’, ad un gruppetto di ragazze 26enni dove ci sono anche un tipo il quale sara’ il primo bacio maschile di Enrique e dove c’e’ una ragazzina minorenne assetata di cazzo e piu’ precisamente del mio Ignacio. Tra baci, pomiciate e strusci la serata va avanti e piano piano verso le 3 e mezzo si conclude. Raccontata cosi’ magari puo’ sembrare qualcosa di non molto speciale ma voi lettori dovete tener conto di come noi due avevamo progettato questa serata da circa un mese ormai e che non ci vedevamo da piu’ di due mesi durante uno dei miei soggiorni in Italia. Personalmente una serata riuscitissima ma ora siamo lontani e questo fatto mi rattristisce ogni volta che ci penso!

Cambiando discorso ora tu mio Ignacio mi dovrai dare una risposta. Questo a me succede solo coi ragazzi ho notato, appena vedo qualcuno che mi piace io me ne innamoro cosi’ a prima vista, lo penso sempre, ce l’ho sempre in testa addirittura lo sogno la notte e magari non so nemmeno il suo nome, ho questo vizio di prendermi delle cotte lampo spaventose per gente che ovviamente poi non e’ nemmeno bisessuale e che so per sicuro che alla fine ci soffro perche’ non vengo ricambiato. Perche’ mi fa in questo modo, cioe’ perche’ cosi tutto veloce? Non mi potrei beccare delle cotte per ragazzi che conosco da tanto e che almeno un minimo sono dell’altra sponda?

Dal tuo Enrique XXX

We started rocking!

•Maggio 15, 2008 • Lascia un Commento

Come diceva nel precedente post quel gran bel fio di Enrique, inizia una nuova vita: rigorosamente all’insegna del queer! Iniziamo con…

Quella che avete appena visto è la nuovissima, fiammante, e assolutamente finocchissima sigla del Mamamia – We keep on rockin’ degli Alcazar – cantata (si fa per dire perchè sono visibilmente in playback) e ballata (anche qui si fa per dire perchè se facessero una mossa a tempo e tutti coordinati sarebbe grasso che cola) dalle assolutamente favolose Regina Miami e Markesa (alle quali si aggiunge un terzo che non ho capito come si chiama, nè tanto meno quale sia il suo ruolo sociale all’interno del locale)… Dio! Oh come la son acida, oggi!

Per chiunque si stia chiedendo cosa mai sia questo mirabilante Mamamia (del quale in questo blog sentirete spesso parlare) io rispondo che è il paradiso della libertà. Oh, suvvia, non mi fate mettere a decantarvi le bellezze del Mama (in primo luogo un barman assolutamente gnocco); guardatevi questo link e capirete di cosa sto parlando…

http://www.mamamia.tv/

Nel video che avete appena visto, quella più grassoccia è la Regina, al secolo Nunzio. Assolutamente DIVA! E lo sapete che appena arrivato, il nostro caro Enrique per prima cosa che ha fatto? Le ha dato una bella palpata alle tette! :-D Quella alta e magra è invece la Markesa, nata/o Marco. MA LEI, CHE VAMP!

La sera che è stato girato questo video, Ignacio ed Enrique c’erano. E mentre era in scena la sigla, erano prima fila che ballavano come due checche! Quello che poi in realtà siamo… Ma questo è un altro discorso…

E’ stato il primo di una lunghissima serie (vero, Enrique) di appuntamenti all’insegna dello sfavillante mondo GLBTF! La prima volta che Ignacio ed Enrique si sono fatti un bagno nella Frocia-folks insieme! Ed è stata, cosa ben più importante, la sera in cui Enrique ha testato per la prima volta il caldo bacio maschile…! E ora che ha iniziato, chi lo ferma più?

Siccome io sono quello sintetico ed Enrique quello narrativo, lascio a lui il piacere di descrivere quanto è stata bella quella notte… Ma non solo quella notte; tutto quel giorno. Dall’arrivo di Enrique dall’Inghilterra, programmato proprio per quel giorno, per l’apertura del locale; dal pomeriggio di messaggio della serie: a che ora vieni? Alle 6… Non vedo l’ora!; dalla preparazione, insomma trucco e parrucco; dalla conoscenza di certe amiche checche che, assumendo la classica posizione a teiera e parlando con la manina tutta svolazzante, si ostinavano a dire: <<Ma di me.. Mica si vede che sono gay!; all’arrivo al locale vero e proprio.

Adesso, fruitori del nostro blog, che spero crescerete sempre più in numero, vi lascio perchè devo assolutamente andare a truccarmi, imparruccarmi, e vestirmi perchè, adesso che ho imparato a ballare la sigla devo andare a far concorrenza alle due drag sopracitate!

Ignacio

Bello come un Film!

•Maggio 8, 2008 • Lascia un Commento

Qui e’ Enrique che scrive, finalmente riesco a posare le dita sulla tastiera dopo quattro di quei giorni infernali dove mi sono beccato un virus che abbatte. La cosa interessante di cio’ e’ che questo stato di malessere me lo sono direttamente portato dietro dall’Italia durante il mio ultimo soggiorno -la settimana scorsa- a mo’ di souvenir veramente indesiderato. Tornando al discorso del Mio Ignacio sul tema omosessualita’, bisessualita’ e sfumature annesse, tutto mi pare che torni. Una cosa e’ comunque certa, riuscire ad accettare il proprio modo di essere non e’ facile, ci vuole tempo, una certa dose di coraggio e magari anche qualche spinta dall’esterno come per esempio l’aiuto di un amico. Questa ultima frase la potremmo applicare a noi due e riflettendoci, tutto quadra. Come avevi gia’ precedentemente mensionato tu, mio caro Ignacio, noi ci siamo incontrati per la prima volta tra i banchi scolastici della prima superiore, due quattordicenni per niente timidi (almeno io, ricordo la mia iperattivita’, far macello in classe, copiare i comipiti e attirare l’attenzione) che hanno cominciato ad andare d’accordo dal terzo giorno di scuola. Durante l’anno scolastico siamo stati amici inseparabili, come io personalmente non ne avevo mai avuti prima, tutti i giorni dopo i Simpson a casa tua a giocare al Nintendo, a scaricare musica, a ballare e poi qualche volta perfino a fare giochetti erotici che gli adolescenti sono soliti fare appena scoprono la sessualita’ in generale. Ok, fin qui tutto ok, semplicemente quattordicenni molto vitali, ma non abbastanza maturi per accettare gia’ quello che sarebbero stati in grado di accettare circa 6 anni dopo. Come un soffio di vento caldo, infine il primo anno di scuola si concluse e le strade cominciarono a dividersi col fatto che Ignacio cambio’ scuola a causa di alcuni disaccordi che aveva col padre. Passo’ l’estate e poi a settembre ricominciarono le scuole, quest’anno non eravamo piu’ insieme, ci sentivamo sempre, addirittura nelle vacanze di natale 2003 andammo in vacanza una settimana insieme in Germania e lì accadde lo stroncamento definitivo: il motivo? UNA RAGAZZA TEDESCA! Ok si siamo bisessuali e il sesso opposto ci attira e ci piace molto lo stesso, ma se ci pensiamo ora ci scappa da ridere. Per gelosia litigammo e in seguito cessammo di parlarci ed avere contatti l’uno con l’altro, ricordo che qualche volta per i reciproci compleanni ci portavamo a casa i regali ma ad ogni modo era finita.

Ma ora comincia il bello, anno 2007, aprile circa, torno a casa dal lavoretto che mi ero trovato al supermercato vicino casa e dove andavo un paio di volte alla settimana, dopo scuola, e mia sorella mi da la notizia: “Sai chi e’ venuto?”-”No, chi?” con espressione estressata tipica postlavoro-”Ignacio! Ti cercava…”. Rimasi scioccato ma orgoglioso com’ero non feci nulla e ne mai lo richiamai. Agosto 2007, una settimana prima che partissi per andare a vivere in Inghilterra, mi decido a smuovere le acque e con un’amica andiamo davanti casa sua e lo chiamiamo al cellulare, ricordo sempre la sua voce inebetitamente sorpresa, la voce cambiata e cresciuta, non ci riconosceva. Da casa sua e’ uscito un ragazzo il doppio piu’ alto di quello che mi ricordavo io, con la barba ma il viso era sempre il suo. Siamo stati insieme tutta la serata, poi io una settimana dopo sono partito e insomma me ne sono andato nella mia seconda patria. Febbraio 2008, torno a casa in Italia per passare una vacanza con i miei genitori e una sera io ed Ignacio usciamo a prenderci un alcolico in un bar, chiacchierando di tutto, alla fine qualcosa, qualche parola o discorso ci fa aprire, in poche parole e’ andata cosi: sai a me piacciono anche i ragazzi – oddio, anche a me piacciono! Da quel momento non c’erano piu’ muri od ostacoli per noi che ci sentivamo anche fortunati rispetto ad i monotoni etero perche’ NOI oltre che al mondo della “vagina” avevamo a disposizione anche il mondo della “mazza!” Parlando dell’argomento veniamo a capo che io sono quello novellino che non “aveva” nemmeno mai baciato un ragazzo, mentre lui, Ignacio, un paio se li era gia’ pomiciati. A venti anni freschi, gli ormoni sono forti e gia’ architettiamo i progetti piu’ controversi per quando io un giorno faro’ ritorno un altra volta in Italia. E finalmente arriviamo ad aprile 2008, con due serate al Mama Mia, locale gay-lesbo di Torre Del Lago, tutti e due spingiamo le nostre esperienze piu’ oltre delle solite fantasie erotiche, beh io infondo ho solo baciato un ragazzo ma Ignacio c’e’ andato veramente forte. 

Da questo punto in poi siamo giunti alla vita attuale dove io mi trovo a scrivere sul nostro blog da terra angla mentre Ignacio da terra italica. A rileggere tutto, io lo trovo molto interessante, sembra veramente la storia di un film, due migliori amici che sospettano (ma niente di piu’) di essere bisessuali, all’improvviso tutto finisce, una lunga pausa di 6 anni, si ritrovano e comincia la fase della vita’ Queer!

Se empeza nos blog!

•Maggio 6, 2008 • Lascia un Commento
Ignacio & Enrique’ s blog!
Video migliore per presentarci non poteva essere trovato… La mala educacion… Credo che, sebbene in parte, non esista film o libro, che sia così vicina alla vera storia delle due persone che compileranno questo blog. Ignacio ed enrique, lo avrete capito, sono due alter-ego: dietro questi si nascondono due ragazzi reali. Due ragazzi ventenni che un tempo frequentavano la stessa scuola; un tempo in cui, non senza un certo sospetto, avevano iniziato a fare strani giochi diurni e liberatori bagni in mare notturni. Due ragazzi le cui strade si erano ad un certo punto divise per diversi anni. Due ragazzi che da qualche mese si sono ritrovati ed hanno iniziato a conoscersi insieme, a frequentarsi, a raccontarsi i loro più intimi segreti e le loro più profonde paure. A pensarci bene, la nostra storia sembra un film.
L’idea di scrivere questo blog a quattro mani nasce una sera in cui stavamo parlando di voglia di comunicare, anzi, urlare al mondo la nostra vera natura. Una di quelle sere passate a parlare della propria vita; di quella vita che senti incompleta, repressa. Una vita che non ti rispecchia perchè avverti non solo la volontà, ma proprio la necessità, di smettere di reprimere la tua sessualità (per i soliti motivi di sempre: i commenti e le idee dell’altra gente) ed iniziare a vivere le tue esperienze, le tue sensazioni, la tua vita, insomma. Nasce così questo blog; uno spazio che sarà utile da un lato a noi, per dare voce alla nostra anima, e dall’altro a chi lo leggerà, perchè potrà divertirsi ma anche capire che nessuno è solo ma soprattutto nessuno è “diverso”.
Infatti, una rosa bianca nata in mezzo ad un cespuglio di rose rosse, non ha anch’essa lo stesso inebriante profumo? Prendiamo prima di tutto coscienza di un fatto: l’essere omosessuali non è una colpa; è una condizione esistenziale. Non è una scelta; è una sorta di impulso naturale. Non è contronatura per il semplice fatto che in natura c’è ed esiste (ed è diffusa anche tra gli animali); e per carità di dio se è una malattia. Non facciamoci abbattere da chi, in assenza di argomenti, ci offende dicendoci queste cose. Non facciamoci limitare dall’omofobia. Ragazzi e ragazze, è necessario prendere coscienza di sè e svelarsi. La vita è bellissima: che senso ha rifiutare di viverla a pieno? Ma poi per quale motivo? Per le chiacchiere della gente? Per la paura di essere picchiati da qualche gruppo militante politicamente schierato [male]? Siamo nel 2008, gente! E’ arrivato decisamente il momento di far capire a questo mondo abitato da gente che capisce mediamente poco più di niente che: noi non siamo animali assuefatti dal sesso e perversi in cerca di divertimento maniacale. Noi siamo prima di tutto persone. Persone che vivono di sentimenti. Sentimenti potentissimi. Gente che ama tutto cio’ che esiste per il semplice fatto che c’è. Gente animata dal cuore e malata d’amore. Gente che ha un estremo bisogno di affetto e di sensazioni forti. Gente che sa benissimo cosa è una famiglia e che non ha bisogno di una lezione di catechismo per impararlo. Un popolo che ogni giorno prende sempre più coscienza di sè. Un popolo sul piede di guerra: un popolo incazzato perchè ogni giorno si vede negati i più elementari diritti, come il diritto all’amore e alla parità. Noi non siamo persone che vivono solo per lustrini e paillettes. Se vi sforzaste di conoscerci, capireste che sono pochi davvero i gay che portano vestiti rosa scintillanti. Perchè il vero gay non è quello: il vero gay è il ragazzo che a scuola finge di essere interessato al calcio e alle ragazze ma dentro sè sente in continuazione le urla della propria anima che non ce la fa più a sentire certi commenti sugli omosessuali; il vero gay è quello che, vittima della mentalità comune, arriva a diventare padre di famiglia per dimostrare alla società di essere normale; il vero gay è il figlio del panettiere che alle cinque si sveglia, come tutti i garzoni, per andare a fare le consegne; il vero gay è il figlio della signora del piano di sotto, quello che si è laureato l’anno scorso ma che no, carla, non è fidanzato…; il vero gay è il parrucchiere del quale le signore che in casa sparano a zero sugli omosessuali, sono le più sfegatate fans… Il vero gay siamo noi; dolcemente complicati, sempre innamorati, gentili e disponibili con tutti. Disposti a perdonare anche ci fa del male.   
Tutti coloro che si rispecchiano in quanto detto: benvenuti. Questo blog è dedicato a voi.
Signore e signori… No, non mi piace. Troppo formale…
Ragazzi, ragazze, gay, bisessuali, lesbiche, transgender, transessuali, travestiti, drag queens, metrosessuali, emo, indecisi, tipi friendly ed in generale, mondo glbtf, benvenuti sul blog di Ignacio ed Enrique!